Figli di una stessa madre
martedì, 04 aprile 2006, 09:11
Sento il richiamo della natura là fuori dalla finestra. Cantano i passerotti, finalmente liberi di svolazzare nel blu, oggi dipinto di blu. Fino a un anno fa con una giornata così, i vicini mi avrebbero visto sul terrazzo di casa intenta nella mia manzione di giardiniere; le priorità sono cambiate; rinvaserò, concimerò, duplicherò i germogli si, ma domani! Oggi mi devo domandare se sono una persona seria oppure no; oggi mi urge definire la mia idea di onestà. Tutti fanno appello ai sogni e anche ai deliri che il popolo italiano cova sommessamente; presto darò una risposta netta e sento addosso tutta l'emozione di una vigilia di cambiamento. Quando avevo vent'anni stentavo a credere di appartenere ad uno dei paesi più industrializzati dell'occidente; erano 7 poi 8 e noi eravamo uno di questi grandi, a cui si guardava per vedere dove sarebbe andato il mondo oltre il Duemila. Si può essere Grandi e contemporaneamente egoisti e provinciali? Si può essere Grandi e giocare a smantellare la propria democrazia e la propria storia, mentre sono ancora vivi alcuni vecchi Partigiani? Solo da noi chi sbaglia viene promosso; solo qui si coniuga il verbo sbagliare come se fosse il verbo FARE! Nella vita degli adulti niente è facile; preferisco pagare l'ICI ma voglio che i miei figli vivano l'orgoglio di appartenere ad un Paese Grande, voglio che lo sentano dire in tutto il mondo che l'Italia è un posto rispettabile dove vivere. Il nostro principe macchiavellico non ha capito che ogni mamma desidera questo per il proprio figlio; come quelle splendide donne che hanno saputo rispondere ai mille euro per ogni secondo bebè: sapendo che si trattava dell'ennesima ingiustizia, hanno donato questi sciocchi soldi alle mamme straniere che non ne hanno diritto per cittadinanza, ma che certamente ne hanno bisogno per censo. Ecco queste sono le italiane che manderanno a casa lo spregiudicato salvatore dei furbetti, io sono con loro!scritto da 6tuttounblob in
commenti